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Dati di fatto
Antefatti in breve del nostro problema
Se Borgo Roma piange, il resto del comune di Verona non ride. Il comune di Verona ha un enorme debito di verde verso l’intera popolazione di Verona. A fronte dei 18 mq pro capite di verde dovuto a norma delle vecchie leggi vigenti i cittadini veronesi secondo i calcoli da noi desunti dai documenti comunali stessi ne posseggono non più di 8 mq/ab. Secondo le associazioni ambientali particolarmente informate in proposito, fino all’inizio dell’attuale Amministrazione comunale i cittadini veronesi ne disponevano mediamente 6mq/ab. E’ da tutti risaputo che con la nuova Amministrazione attuale la quantità di verde pro capite è rimasto sostanzialmente immutato.Mancano dunque ai veronesi almeno 2 milioni e mezzo di mq di verde, che gli abitanti hanno acquistato con le licenze edilizie.
Borgo Roma, fu privato una ventina d’anni or sono del polmone verde che gli era stato assegnato in Basso Acquar nel Piano Regolatore Generale. (all. 10 ). Il Comune tolse dunque la grande area verde al Quartiere e la destinò ad accoglier dapprima l’impianto di depurazione dell’intero Comune e dei comuni limitrofi e in seguito l’impianto di primo smaltimento dei rifiuti dell’intero Comune. Il Comune non provvide mai a sostituire l’area sottratta vincolando a verde una nuova area nel Quartiere, come avrebbe dovuto.
Negli 2003 il Comune si accordò con La Provincia per la cementificazione di metà della famosa residua area Verde di 70 mila mq antistante il Policlinico. La nostra opposizione, ma soprattutto l’ostruzionismo della minoranza in Consiglio comunale e il conseguente ricorso al TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) da parte della Provincia bloccò fino all’agosto scorso la cementificazione di detta metà area. Ma appunto l’agosto scorso Il TAR ha dato ragione alla Provincia, la quale ha diritto a costruire entro breve circa 110 mila mc di edifici nella metà area predetta. Con questo atto la lotta ultradecennale dei cittadini di Borgo Roma risulta vanificata.
Non basta -Il Comune stesso, il 30 maggio scorso ha autorizzato la vendita ai privati del suo ex mercato ortofrutticolo antistante alla Fiera per la costruzione di circa 415 mila mc di edifici (Polo Finanziario e altro).
Conclusione - A fronte dunque di un credito di verde di quasi 300 mila mq, gli abitanti di Borgo Roma si vedono assegnare soltanto un decimo circa di tale verde ossia i 35 mila mq corrispondenti alla metà dell’area della Provincia. Ad aggravare irreparabilmente la già tragica situazione ( due giorni su tre noi respiriamo aria super inquinata e cancerogena) arriverà l’inquinamento prodotto dai nuovi insediamenti urbani di circa 530 mila mc.!
Il Comune di Verona viola di proposito gli standards urbanistici di legge. A fronte di un disastro ambientale in Borgo Roma esso, per fare soldi, decide di aggravarlo irrimediabilmente. Non ha comprato i 70 mila mq dell’area della Provincia, ma si è limitato a comprarne soltanto metà. Inoltre ha venduto i 185 mila mq di terreno del suo ex mercato ortofrutticolo, autorizzandovi in pari tempo la costruzione di un gigantesco e inquinantissimo Polo Finanziario per complessivi 415 mila mc!
Le due predette aree ( quella della Provincia- 70 mila mq -e quella dell’ex mercato comunale –185 mila mq-)assommano a 250 mila mq. Esse sono le ultime aree libere all’interno di Borgo Roma e non bastavano a risarcire gli abitanti del verde mancante, che lo ripetiamo è di circa 300 mila mq.. Il Comune non soltanto non destina tali due ultime aree a verde, come sarebbe suo dovere, ma le destina alla devastante cementificazione!.
La catastrofe per gli abitanti di Borgo Roma è stata dunque decisa, e sarà attuata a meno che non intervengano interventi che fermino all’ultimo momento l’irreparabile disastro. L’inquinamento atmosferico diverrà permanentemente fuori legge; esso provocherà malattie respiratorie endemiche e tumori endemici conseguenti.
Riportiamo in proposito il profetico, inascoltato avvertimento del Difensore Civico del Veneto avv. Bottoli che ancora il 1 giugno 2004 scriveva testualmente: “ Il Difensore civico… Auspica che gli Organi preposti accolgano l’invito a non porre in essere nuove edificazioni, tenuto conto, per gli argomenti suddetti, che il Quartiere non sarebbe in grado di sopportare un ulteriore degrado, a cui peraltro risulterebbe impossibile opporre opportuni e significativi rimedi”.
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