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Le puzze del Depuratore

Le nostre cause in corso > Puzze del Depuratore del Basso Acquar


Sono 27 anni, ossia dall’inizio dell’attività dei depuratori dell’AGSM, che gli abitanti di Borgo Roma sono quasi quotidianamente sopraffatti da puzze nauseanti, soprattutto a Tombetta.

Il comitato "Insieme per Borgo Roma-
Beghelli" di via Gibilrossa, che non è la foglia di fico di nessun partito, da anni sollecitava interventi dell’Amministrazione comunale. Avevamo organizzato un corteo nelle vie cittadine. Ma non seguì niente. Abbiamo esposto striscioni eloquenti su decine di balconi, ma si ripetè il solito balletto avvilente tra i tre sospettati di Basso Acquar. L’AGSM negava di essere la causa dei fetori e avanzava il sospetto che la colpa fosse dell’AMIA o delle cartiere Fedrigoni. Ovviamente queste respingevano al mittente.

I sospetti e le insinuazioni si rincorrevano tra i tre imputati (Depuratore “città di Verona”, Cartiera Fedrigoni, Amia) e nessuno si riusciva a dimostrare essere il vero colpevole. Intanto i cittadini schiattavano di rabbia e i telefoni si arroventavano ad ogni zaffata che invadeva il Quartiere. Da qualche anno ormai la gente si sta rassegnando; chi può cambia casa e chi non può scappare, fa la quotidiana cura di olezzi di fogna.

Le varie amministrazioni comunali hanno sempre fatto finta di fare qualcosa. In 27 anni di quotidiani fetori non sono mai riusciti a individuare il colpevole tra i tre sospettati. Probabilmente non lo volevano trovare. Anche la Procura della Repubblica si era attivata per scoprire la fonte dei miasmi e anche noi del Comitato, assai noti per i volantini e le manifestazioni organizzate, siamo stati interrogati dalla stessa. (vedi sezione Volantini)

La tragicommedia si è trascinata per anni. Dice il proverbio: “ Chi fa per sé fa per tre”.
Noi del Comitato abbiamo deciso di indagare di nostra iniziativa. Abbiamo anzitutto accertato che le famigerate puzze provenivano senza ombra di dubbio dalla zona dove sono ubicate, una adiacente all’altra, la Cartiera, le aziende comunali AMIA. e Depuratore “Città di Verona”, gestito dall’AGSM. Abbiamo chiesto e ottenuto dall’AMIA e dall’AGSM di visitare i rispettivi impianti. Volevamo indagare con gli occhi e soprattutto con il nostro naso. Ovviamente i responsabili delle due aziende comunali ci dimostrarono di non avere nessuna colpa. Ma noi eravamo convinti che le puzze provenissero dai depuratori dell’AGSM: abbiamo ben individuato il timbro degli arcinoti e quotidiani fetori. Montammo anche la guardia notturna fuori dai cancelli delle due aziende ed arrivarono le definitive conferme.

Da quasi 24 anni che i residenti in località Tombetta subivano la presenza di frequenti ondate di odori di fogna. Una molestia, che rendeva l’aria olezzante, irritante a volte insopportabile.
Cosa si poteva fare?

La svolta iniziò nell’estate del 2005.
Fortunatamente, noi del Comitato per le puzze ci ricordammo di un amico, il
Dott. M. Mainardi, esperto agronomo abitante in un paese della Provincia veronese, che sapevamo aver avuto una settennale esperienza di depurazione, avendo diretto una grandissima azienda agro - zootecnica siciliana, inizialmente altamente inquinante.
Detto fatto,
alla fine dell’estate 2005, facemmo assieme un primo sopralluogo al Depuratore. Ci accolsero il ff. direttore dell’AGSM Alfonso Ercole, il responsabile del Depuratore ing Giovanni Sala in compagnia di alcuni suoi collaboratori, e l’assessore alle aziende partecipate Montagnoli. Fu una semplice presa di contatto, ma che permise al nostro esperto di intrattenerci sulla eccessiva dimensione del sistema di sedimentazione primaria e come ciò poteva essere causa, aumentando il tempo di permanenza dei liquami, di fermentazioni anaerobiche e di gas maleodoranti. Fece anche notare la scarsa efficienza del biofiltro.

Dopo avere visitato i depuratori dell’AGSM ne colse gli evidenti, macroscopici difetti; con il suo aiuto individuammo via internet i migliori depuratori attivi oggi in Italia. Con la sua guida, previi accordi con i responsabili locali, siamo andati in quei giorni a nostre spese a visitare due grandi impianti nella provincia di Varese, che servono molti comuni, uno a sud della Malpensa a s. Antonino Ticino che depura le acque nere e chiare di circa 400 mila abitanti e un altro più a nord dell’aeroporto medesimo a Olgiate Olona. Si sono gentilmente associati alla nostra visita, ovviamente concordata con i responsabili della società prevalentemente privata Sogeiva che gestisce gli impianti, due responsabili dei nostri depuratori dell’AGSM.
Abbiamo constatato con gli occhi e col naso che si possono depurare i rifiuti non solo senza asfissiare gli abitanti vicini, ma restituendo le acque depurate e altri benefici alla collettività.

L’impianto di s. Antonino Ticino, dislocato in campagna, è risultato esemplare. Le acque, che entrano nell’impianto quasi nere, anche a causa delle molte aziende tessili locali, escono chiare e pulite grazie anche al trattamento finale con l’ozono e i raggi ultravioletti. Ma quello che ci ha letteralmente sorpreso è stato l’impianto di Olgiate Olona, gestito dalla medesima società Sogeiva, che ci hanno detto ne gestisca una ventina. Questo impianto è recente; è interamente coperto e si trova nel bel mezzo del paese, a fianco del fiume Olona. Qui, come nell’impianto di s. Antonino, si producono pochi miasmi in quanto le acque fognarie vengono trattate e ossigenate appena entrate nel depuratore, diversamente da quanto accade qui in Basso Acquar, e le sostanze odorigene residue abbattute con l’impiego di una moderna lavatrice ( Scrubber) a bagno chimico.

Nel Novembre 2005 svolgemmo l’Assemblea pubblica dove abbiamo esposto le nostre proposte per contenere l’invasione degli odori in località Tombetta. Si propose la realizzazione di un sistema Scrubber. Si svolsero, poi, organizzate dal Comune di Verona, numerose “Conferenze dei servizi” dalle quali non si riuscì a fissare alcun traguardo e ci si parlava senza sentirci.

Nell’aprile-maggio 2006 il Comitato di Tombetta decise di rompere gli indugi e realizzò una ricerca soggettiva coinvolgendo 56 famiglie di residenti lungo le Vie poste a reticolo sul territorio di Tombetta. Furono catalogati tipo, intensità e fascia oraria dei diversi gas inquinanti, che nei 90 giorni tra aprile e giugno, si riversarono sulle nostre abitazioni. Risultò inoppugnabile che i maleodori esistevano, erano tipici odori di fogna che provenivano prevalentemente da nord/nord-est.

Da qui partì la lunga operazione nata dalla nostra proposta di verifica con la
posa di “nasi elettronici”.
Si procedeva lentamente, il 15 febbraio 2007, un nostro avvocato amico richiese per conto del Comitato Beghelli la posa di cinque nasi elettronici. Per tale verifica, finalmente,
il Comune, resosi conto del pericolo, il 27 dicembre 2006, stanziò 50.000,000€. L’incarico della ricerca fu dato alla fine di marzo 2007. I nasi elettronici furono posati per 10 giorni nel maggio 2007. Ma il processo di analisi dei dati si protrasse per lunghi mesi. Cosi passò un’altra delle solite estati all’acqua di colonia…. fognaria. La relazione, infine, pervenne all’Assessore all’Ambiente.

Novembre 2008. Conferenza stampa e conclusione inequivocabile che abbatteva ogni resistenza:
le puzze c’erano e provenivano dal depuratore “Città di Verona”. Da quel momento è partita la fase delle ricerche tecniche e analitiche per capire da dove si svolgevano i processi inquinanti e quale poteva essere l’intervento risolutivo.

Il 9 gennaio 2008 partì il primo Tavolo di Coordinamento: Assessore Ambiente, AGSM, Acque Veronesi, Amia, V Circoscrizione, Comitato Tombetta e il nostro Esperto. Nacque anche il Tavolo Tecnico composto dall’ing. G. Sala per Acque veronesi e dall’esperto del Comitato Tombetta e della V Circoscrizione, dr M. Mainardi. Dopo i primi esami risultò chiaro a tutti che si trattava di rivedere la portata delle linee aria, di potenziarla e di migliorare il sistema di estrazione dell’aria, di ricalcolare il letto filtrante del Biofiltro.

Il 12 luglio 2008, su proposta del Comitato Tombetta e V Circoscrizione, si stabilì di affidare a un professionista capace e indipendente la ricerca della soluzione dei problemi dell’abbattimento degli odori.

Nel settembre 2008, Acque veronesi incarica il prof Antonio Mantovani della facoltà d’ingegneria di Padova per studiare il problema e proporre un piano di risanamento dei sistemi di controllo inquinamento. Nell’ottobre dello stesso anno, fu dato incarico a una ditta di Pavia per le ricerche analitiche dei gas emessi da diversi punti odorigeni. Intanto, già nell’inizio estate 2008, abbiamo confermato in campo le analisi del laboratorio olfattometrico: la forte influenza dello sfiato dello sfioratore di Tombetta e convenuto con Acque veronesi di chiuderlo stabilmente. Furono cosi eliminata una grossa quantità di puzze. A fine settembre furono cambiati i letti organici del biofiltro e in ottobre fu dato un altro buon colpo all’emissione di male odori. Fu progressivamente accertato il mal funzionamento delle aspirazioni che trasferivano al biofiltro i gas, dove si formavano e venivano raccolti.

Nel giugno 2009 tutto il sistema aspirante funzionava correttamente e i rapporti mensili assicurano il nostro esperto che le portate d’aria erano conformi.

Siamo a questi giorni: Dicembre 2009.

Si sta lavorando alla messa in sicurezza delle vasche di ossidazione:.. problema assai difficile e laborioso. La poca quantità di gas odorosi che si sprigionava per unità di superficie, traeva in inganno. Furono cosi necessarie ripetute analisi e qualche ragionamento sulla dinamica dei venti per stabilire cosa si verificava. Si trattava di capire come si formava una nube odorosa, che stazionava sopra le vasche in assenza di vento, e che si scaricava, a sera, sulle nostre abitazioni. Fatto subdolo, ma, da pochi giorni, ben chiarito anche sotto l’aspetto di cosa fare per eliminare l’ultimo punto odorigeno. Siamo cosi arrivati ad eliminare, in una lunga rincorsa, una grossa fetta dei problemi che ci affliggevano.

Ma non bisogna abbassare la guardia.
Il nostro esperto, dei nostri Comitati e della V Circoscrizione, che ci segue da cinque anni come volontario gratuito, ci ha portato con pazienza e perizia fino agli accertamenti finali,.......ora torna a spettare a noi farci sentire, se dovesse incepparsi questo ultima indispensabile decisione del Comune o chi per esso.

Nel frattempo, qualcuno ha anche avuto il tempo per scrivere una poesia sul tema....

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