Insieme per Borgo Roma - Beghelli

Cerca

Vai ai contenuti

Menu principale:


Manifestazione del 28 novembre 2009 in Piazza Brà

Le nostre cause in corso > Inceneritore di Verona - Ca' del Bue > Manifestazioni ed eventi


DISCORSO DEL PROF. SERGIO MANTOVANI

in piazza Brà, a Verona durante la manifestazione del 28 novembre 2009

Una bara in piazza Brà.

Cari cittadini,
abbiamo portato oggi una bara in piazza perché
siamo fortemente preoccupati per i pericoli mortali che incombono su noi veronesi dall’avvio imminente dell’inceneritore di Cà del Bue. Noi siamo per la vita; di conseguenza combattiamo contro ogni minaccia di morte.

Premetto che i rifiuti sono una realtà molto importante nella nostra vita. Ho sentito che ogni veronese ne produce in media 1,3 kg al giorno.
Finora i rifiuti sono stati un grande problema; in verità pe r coloro che ci sanno vedere dentro essi sono una grande risorsa. Lo ha capito prima di tutti la malavita che con i rifiuti da sempre grandi affari. Ora ci arriviamo anche noi onesti cittadini e siamo decisi a fare diventare i rifiuti una risorsa, una ricchezza per tutti, non più un problema. Alcuni cittadini ci dicono: i rifiuti dobbiamo buttarli da qualche parte. A costoro rispondiamo che i rifiuti non si devono buttare via, ma riciclare, recuperarli come materia preziosa. Ci sono enti pubblici e privati che li recuperano tutti fino all’ultimo sacchetto di plastica.

A gennaio 2010 il comune di Verona dovrebbe dare l’incarico a una ditta che nei prossimi 25 anni brucerà a Cà del Bue ogni giorno oltre 500 tonnellate di rifiuti. Li importerà anche dalle province vicine. Poiché ogni tonnellata di rifiuti scaricherà nell’aria circa 6 mila mc di aria sporca, ogni giorno Cà del Bue inquinerà oltre tre milioni di mc dell’aria che respireremo. In un anno Cà del Bue scaricherà nell’aria quasi un miliardo di mc di anidride carbonica e altre porcherie. Tra queste porcherie ci saranno anche veleni e nanoparticelle cancerogene che nessun filtro potrà mai fermare, che noi e i nostri figli respireremo e che cadranno su orti e campi avvelenandoli. Non parliamo poi delle ceneri tossiche che dovranno essere custodite in discariche sicure. Negli Usa non si fanno più inceneritori perché i risarcimenti superano i guadagni.

Ma ci sono alternative. Eccole. In tutto il mondo civile, a partire dal nostro
Vedelago (TV) (vedi Internet www.centroriciclo.com) esistono impianti che, sulla base di un’accurata raccolta differenziata, ricuperano i rifiuti secchi fino al 99%; non bruciano niente, non inquinano l’aria, danno lavoro a tanti operai, riducono le bollette. Quanto ai rifiuti umidi, esistono impianti come lo svizzero Kompogas, già diffuso in tutto il mondo, i quali trasformano l’umido grazie alla fermentazione in calore naturale, biocarburante, elettricità, concime liquido, compost. Non bruciano niente, non inquinano l’aria, non producono alcun odore. (v.su Internet il processo Kompogas).

Facendo dunque i conti della serva, con il riciclo ci sono tutti i vantaggi: invece con l’inceneritore ci si perde su tutti i fronti.
Facendo i conti della serva il riciclo vince dieci a zero contro l’inceneritore.

C’è da chiedersi dunque perché i nostri amministratori insistano verso la scelta perdente.
La risposta è prevedibile: a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si indovina. Non è un caso che la Lega che qualche anno fa era assolutamente contraria all’inceneritore di Cà del Bue, ora che è al comando a Palazzo Barbieri è favorevole. E’ scandaloso che la Lega sia favorevole all’inceneritore qui a Verona e sia contemporaneamente contraria a Trento e in altre province. Un partito che sull’incenerimento dei rifiuti dice una cosa a Verona e esattamente il contrario a pochi chilometri di distanza non è un partito serio.

C’è qualcuno che dice che l’inceneritore inquina pochissimo, quanto un paio di camion.
Sappiamo che in natura nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma. Se si bruciano 500 tonnellate di rifiuti, devono nuscire 500 tonnellate di altre cose. Considerato che le ceneri sono circa un quinto di ciò che si brucia, esse peseranno 100 tonnellate. Le restante 400 tonnellate usciranno dai camini: ebbene chi dice che 400 tonnellate di porcherie fumose equivalgono al fumo di un paio di camion è evidentemente o un somaro o un demente.

C'è ancora chi dice che i tantissimi gas che fuoriescono dai camini non sono pericolosi.
La maggior parte degli studiosi di fama mondiale dimostra in mille modi il contrario. Ma i fatti sono più eloquenti di molti discorsi.
Vi racconto perciò brevemente un recente disastro prodotto da un inceneritore a fianco del Piemonte, al di là delle alpi, vicino a Albertville in alta Savoia. Per 17 anni dal 1984 al 2001 funzionò un nuovo inceneritore che bruciava circa un quinto di quello che si dovrebbe bruciare a Cà del Bue. Tutti erano contenti per anni e se parlava bene come di quello attuale di Brescia..
Verso il duemila si ammalò di leucemia un consigliere comunale del piccolo comune dov’era ubicato l’inceneritore. Ma non fu il solo ad ammalarsi. Ce ne furono anche altri. Anzichè chiudersi in se stesso, come avremmo fatto tutti, quell’uomo non si rassegnò alla malattia. Lui ed altri malati coraggiosi i denunciarono i loro guai attribuendoli all’inceneritore. Ovviamente le autorità locali andarono a gara a discolpare l’inceneritore e fecero finire le denunce nel dimenticatoio. Fortuna volle che una magistrata trentenne, tale Elena Lastrerà aprì cocciutamente un’inchiesta che diede l’esito inatteso: fu trovata una quantità di diossina che superava di 700 volte il limite massimo consentito. Ne conseguì che 365 aziende agricole dovettero chiudere; furono abbattuti oltre 7 mila capi di bestiame; la regione, che prioma era al top dell’agricolturea e del turismo invernale divenne una terra di fantasmi. Tutto questo si può vedere consultando su ninternet la voce GUY sur Isère, cioè il nome del paesino vicino ad Albertville. Coloro che dicono dunque che l’inceneritore non fa danno o sono pagati o si vergognino della loro ignoranza.
Quanto a coloro che indicano nell’inceneritore di Brescia un modello, sappiamo che attorno all’inceneritore di Brescia c’è la diossina ed è abbondante, come attesta il medico dell’ambiente locale dr. Panizza. C’è da aspettarsi che prima o poi accada a Brescia quello che è accaduto ad Albertville in Alta Savoia.

La posizione dei partiti e delle istituzioni.
Purtroppo i nostri amministratori , che noi abbiamo invitato agli otto incontri popolari in quest’ultimo mese in diverse località non si sono fatti vedere. Abbiamo chiesto a tutti i partiti di maggioranza e di opposizione come la pensassero circa l’imminente avvio dell’inceneritore di Cà del Bue.
La maggioranza di
Centro Destra non ci ha risposto.
Anche il
Partito di Centro non ci ha risposto.
Il PD provinciale ha detto in sostanza di essere favorevole all’incenerimento della parte residuale dei rifiuti, previa la severa riduzione all’origine dei rifiuti, una raccolta differenziata spinta e il riciclo dei rifiuti.
Si sono dichiarati invece del tutto concordi con noi e
contrari a ogni forma di incenerimento dei rifiuti Rifondazione comunista, il PNE, l’MPA, L’Italia dei Valori.
Abbiamo chiesto al Presidente della Coldiretti veronese di opporsi a Cà del Bue e prendere le difese degli agricoltori veronesi, come fece pubblicamente il 6 novembre scorso il Presidente della Coldiretti trentina che si schierò contro l’inceneritore di Trento, ma il Presidente veronese non ci ha ancora risposto.

Le nostre iniziative:
1- denunciare alla Commissione europea per l’ambiente il comune di Verona per violazione delle direttive europee. Dovete sapere che la Commissione europea ha classificato il comune di Verona come colpevole di eccessivo inquinamento atmosferico in violazione dllle leggi europee. La Commissione, su richiesta italiana, ha concesso al comune di Verona una proroga dei tempi per rientrare nei limiti di legge a condizione che il comune stesso metta in atto provvedimenti che diminuiscano l’inquinamento. Ebbene con Cà del Bue il Comune non solo non diminuisce l’inquinamento, ma lo aumenta anche grazie all’afflusso dei rifiuti che il comune farà arrivare a Cà del Bue dalla provincia di Vicenza. Questa importazione di rifiuti dall’esterno è dichiarata esplicitamente in una lettera che ci ha scritto il Sindaco Tosi dell’inizio di quest’anno. Dunque il Comune di Verona invece di diminuire l’inquinamento lo aumenta con centinaia di tonnellate di rifiuti che morta addirittura dalla provincia di Vicenza. Purtroppo abbiamo motivo di temere che anche un’altra provincia veneta possa portarci i suoi rifiuti.

2- Coinvolgimento delle amministrazioni comunali
Stiamo chiedendo a tutti i sindaci dei comuni coinvolti da Cà del Bue di accertare con un monitoraggio scientifico l’inquinamento attuale dell’aria e dei terreni ad inceneritore ancora spento; chiediamo loro di impegnarsi a ripetere annualmente tali accertamenti dopo l’eventuale avvio dell’Inceneritore.. In tale modo avremo la certezza sugli inquinamenti prodotti dall’inceneritore stesso. Se risulterà che l’inceneritore di Cà del Bue sarà gravemente inquinante ne pretenderemo l’immediato spegnimento e il costo dei risarcimenti dei danni prodotti cadrà su coloro che l’avranno votato e autorizzato. Noi faremo i nomi! Ma anche i nomi dei partiti e dei politici che si saranno astenuti (ivi compresi quelli regionali e provinciali) saranno da noi indicati al pubblico giudizio...

3- Collegamento con i comitati e i gruppi di diverse province
.
Ci siamo collegati con i comitati di Trento, di Mestre-Venezia che sono qui presenti oggi con una delegazione e speriamo presto di collaborare con quelli di Brescia...

Una cosa è certa:
prima o poi la verità sulla pericolosità degli inceneritori verrà a galla anche a Verona e in Italia. Negli Usa tale verità è risaputa da anni, tanto è vero che là non si costruiscono più inceneritori. Verona è in ritardo: speriamo che si svegli prima del disastro.
Facciamo appello a tutti i cittadini onesti e consapevoli a partire dai presenti che ringraziamo.
Dobbiamo darci ancora tutti da fare per fare prevalere il buon senso e difendere con le unghie e coi denti noi stessi e i nostri cari da una minaccia mortale incombente.
Noi lottiamo per la vita! La bara, per il prestito gratuito della quale ringraziamo l’impresa funebre Ghiraldo di Isola della Scala, per quanto dipende da noi e relativamente a Cà del Bue può e deve tornarsene ad Isola della Scala vuota. Per quanto ci compete noi faremo in modo che Cà del Bue si trasformi presto da inceneritore dei rifiuti a Centro per il riciclo completo degli stessi.
Questo è il nostro impegno, questa è la nostra speranza!

Ecco alcuni articoli pubblicati dai giornali ...


Home Page | Chi siamo | COMUNICATI STAMPA | Dati di fatto | Le nostre cause vinte | Le nostre cause in corso | Le Circoscrizioni di Verona Sud | Azioni a Bruxelles | VOLANTINI distribuiti | APPELLI e Lettere spedite | DOCUMENTI | Altri Comitati collegati | SEGNALAZIONI dei Cittadini | SCRIVICI | Disclaimer e note legali | Sponsor | Mappa del sito


Torna ai contenuti | Torna al menu