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Le nostre cause in corso > Puzze del Depuratore del Basso Acquar
I Documenti di seguito pubblicati, sono le trascrizioni esatte dei documenti realmente inviati e distribuiti.
Si è scelto di ritrascriverli per esigenze di maggior leggibilità grafica (per un sito) e per poter ricercare senza problemi eventuali parole e parte di testo mediante la "casella CERCA" che è indicata in ogni pagina in alto a sinistra.
SITUAZIONE AMBIENTALE del QUARTIERE TOMBETTA – BORGO ROMA in VERONA IMMISSIONE di MALEODORI.
RILEVAZIONI – OSERVAZIONI – PROCESSI DI DIFESA DAI MALEODORI .
Dopo una estenuante lunghissima fase di denuncia fatta, alla mano e non organizzata, è sorto un “Comitato contro le puzze di Borgo Roma” che ha dato l’avvio a un processo di verifiche per una denuncia incisiva del grave stato di disturbo olfattivo della Comunità di BORGO ROMA.
Il Comitato ha in individuato nelle persona del dr Menotti Mainardi una persona che, a richiesta, volontariamente si è prestata a fare una prima verifica del funzionamento dell’impianto dell’AGSM, di depurazione dei liquami fognari del Comune di Verona e di altri Comuni della cerchia cittadina posti in rete.
Fu indicato dal Prof. Sergio Mantovani, amico fin dagli anni ’70, memore di una visita in Sicilia negli anni ’80, quando fu ospite e visitò l’azienda zootecnica ( un Consorzio di Cooperative nella piana di Catania) gestita tecnicamente dal Mainardi.
Accertò che aveva realizzato un depuratore dei liquami di stalla di 4000 bovini da carne, di 15.000 suini a ciclo completo e di un macello da 100 capi bovini al giorno.
La sorpresa fu quando imparò che con il “letame e il sangue animale” si riusciva a produrre “biogas”, che questo faceva funzionare dei co-generatori e questi producevano corrente elettrica per far funzionare il sistema elettrico industriale e acqua calda per riscaldare la massa nei digestori del letame.
Bastò questa primordiale impressione di esperto per credere di poter affidare al Mainardi individuare l’esistenza di qualche grave difetto nei processi di depurazione dei liquami di AGSM e , quindi, delle emissioni inquinanti l’olfatto.
IL dr Mainardi funzionò e ancora funziona come esperto del Comitato.
Dopo l’incarico, furono svolti alcuni passaggi sempre più incisivi e che lentamente hanno spronato gli Organi del Comune di Verona e le Aziende sospettate a guardarsi attorno e cercare di dimostrare che facevano il possibile per accertare e provvedere a migliorare le cose.
Il gruppo di lavoro del Comitato si mise in moto nel cuore dell’estate 2005. In sequenza svolse alcune incisive iniziative che, a seguire, riportiamo.
3 settembre 2005.
IN SOCCORSO ALLA CONOSCENZA.
BASSO ACQUAR E IL SUO DEPURATORE FOGNARIO.
Oltre quattrocentomila abitanti (equivalenti) conferiscono i loro liquami (acque nere) al depuratore fognario comunale di Basso Acquar.
La gestione è affidata all’azienda comunale AGSM SPA.
Si tratta di un notevole complesso realizzato oltre vent’anni addietro lungo il Fiume Adige , subito dopo l’altra azienda comunale AMIA SPA, in via B. Avesani.
La raccolta non riguarda solo il Comune di Verona.
Vi conferiscono alcuni altri Comuni della parte sud della cerchia cittadina: Grezzana,Negrar e Buttapietra.
La prima cosa che colpisce è che l’impianto di digestione (depurazione) funzioni a raccolta MISTA: la raccolta delle acque nere, scaricate nelle fogne dalle abitazioni civili e degli scarichi industriali, si assommano e si mescolano con le acque bianche e le acque di origine meteorica, con una diluizione in rapporto volumetrico di uno a tre/uno a cinque.
Questa soluzione, ormai abbandonata dalla normativa , quindi, da tutti progettisti, crea gravi problemi gestionali: dimensionamenti degli impianti tre – cinque volte più capienti; consumi energetici molto più consistenti; tempi di demolizione degli organici più lungi.
L’impianto di Basso Acquar si trova in queste ultime condizioni, cosicché, viene costretto a lavorare sempre sotto sforzo e in condizioni inadeguate; questo a causa dei liquami a basso contenuto inquinante (sostanze inquinanti molto diluite).
Come è noto, le parti organiche sospese nei liquami fognari costituiscono il carburante (l’alimento) per avviare e sostenere in sequenza lineare i vari processi di digestione batterica, che costituisce il fondamento della depurazione biologica.
Dovendo lavorare in condizioni di diluizione ( acque miste), si costringono le colonie batteriche (nitrificanti e denitrificanti) a un super lavoro.
Ne consegue: una minore efficienza ossido-riduttiva e una bassa e costosa resa dell’intero sistema depurante.
Va detto che i procedimenti di digestione sono lineari e sequenziali; funzionano in modo ottimale quando le condizioni ambientali favoriscono la moltiplicazione dei batteri (meglio in estate piuttosto che in inverno); risentono delle forti variazioni di concentrazione; sono ostacolati dalla forte variazione di portata dei liquami in arrivo.
Allora, si deve tener conto che:
- le RACCOLTE DEI LIQUAMI civili e industriali debbono essere realizzate distinte e SEPARATE da quelle delle acque bianche e dalle meteoriche; ai DEPURATORI (sistemi di depurazione) vanno avviate solo le ACQUE NERE. Di conseguenza nessun momento può essere saltato o mancare alcuna fase gestionale.
I sistemi di depurazione debbono essere, quindi, a FASI LINEARI:
- sgrigliatura;
- separazione della sabbia e dei solidi minuti;
sedimentazione primaria ossidativa, con la prima raccolta dei fanghi a caduta da avviare:
- parte al trattamento anaerobico (digestori);
parte allo stadio di sedimentazione secondaria riducente ;
- processi biologici di ossidazione per nitrificazione e di riduzione per denitrificazione;
sedimentazione secondaria dei fanghi, in parte da rimettere in ciclo (nella fase di denitrificazione) per il riutilizzo in fase d’innesco batterico e in parte da avviare alla fase finale (digestori o ispessimento dei fanghi);
- processi di affinamento e sanificazione: clorazione, filtrazione su letti porosi (sabbia, ghiaietto,..), trattamento con raggi ultravioletti, con ozono per l’eliminazione di particelle organiche residuali e batteri;
- conferimento delle acque bianche finali agli alvei pubblici o ai campi di spandimento per la fitodepurazione.
E’ importante, nella fase progettuale, tener conto del dimensionamento delle opere del depuratore in base alle quantità da smaltire e ai risultati organolettici da rispettare attraverso le sequenze dei processi lineari nelle diverse FASI STRUTTURALI del sistema depuratore.
Altresì, occorre ben stabilire lo spessore delle masse in fermentazione; le velocità di sedimentazione e le temperature di esercizio delle masse; la durata entro i limiti dei processi fermentativi ossidante e riducente; gli apporti ossidativi: ossia identificare le FASI DI PROCESSO della depurazione.
Questo significa che occorre conoscere la quantità conferibile massima e i tempi minimi necessari per dare luogo alle equilibrate permanenze dei liquami nelle diverse fasi lineari.
Occorre dare, perciò, dare la necessaria capienza alle diverse vasche di raccolta per la gestione equilibrata e che consenta lo svolgimento ciclico dei processi meccanici , di circuitazione (scorrimento dei liquami, dei fanghi e delle acque), di digestione, di filtrazione e di sanificazione finale.
Le capacità contenitiva, quindi il dimensionamento, consegue, strettamente, alla serialità delle fasi di processo (i tempi) conseguenza di:
temperature medie minime alle quali sono legate le operazioni di ossidoriduzione batterica.
- quantità massima del conferimento volumetrico giornaliero dei liquami.
- concentrazione dei prodotti organici inquinanti.
- tempi necessari per il completamento di ciascun momento del processo depurativo.
Tutto questo insieme di nozioni costituisce il pacchetto delle informazioni essenziali per il dimensionamento di ogni singola fase SERIALE.
Pare di capire che l’impianto di Basso Acquar potrebbe aver bisogno di rivedere la corretta applicazione dei parametri di cui sopra.
Non solo.
I processi lineari non corrispondono alle sequenze canoniche.
Non esistono, infatti, tutte le fasi lineari sopradescritte, ma soprattutto manca la scalarità dei momenti della diverse fasi di sedimentazione: primaria (ossidativa) secondaria (riduttiva).
Dobbiamo dire che abbiamo notato come esista una serie di sedimentatori secondari posti dopo le vasche di ossidazione, ma che queste sono precedute dalla fase di sedimentazione chiamata primaria.
Questo ci ha lasciato perplessi: sono i tre sedimentatori, che l’AGSM chiama primari. Sono tre grandi vasche poste dopo la fase di ricevimento e sgrigliatura, capaci di circa 1500 mc di liquami l’una, coperte, con una aspirazione dal tetto di circa 15000 mc ora, a circa 10 mt da terra.
Tutti i processi sono concentrati nella fase della sedimentazione, a nostro avviso impropriamente “primaria”, che, come abbiamo detto sopra, svolge un’azione ibrida perché vi si svolgono reazioni aerobiche e anaerobiche contigue e nello stesso tempo. Evidentemente senza il rispetto dei dovuti tempi di fermentazione diversi nelle due fasi.
Senza poter intervenire distintamente con l’immissione forzata di ossigeno, una successiva e separata lenta fase dove far svolgere la attività batteriche in anaerobiosi.
La ravvisata disomogeneità di questi processi (disomogenei per strutture e linearità di processo) conseguono una incontrollata e disomogenea produzione di gas volatili COV in misura sensibile per l’olfatto e fortemente irritanti: ammoniaca, acido solfidrico, etil e metil-mercaptani, acidi butirrico e altri acidi organici in sospensione con le i micro molecole indigerite.
Tali gas maleodoranti si tenta di conferirli a un sistema di filtraggio (bio filtri a ceppato di legno) non molto all’altezza della situazione e non del tutto e costantemente idoneo a estinguere l’insana immissione in atmosfera dei gas inquinanti il sistema olfattivo dell’uomo.
Brevemente l’impianto è cosi strutturato:
- condotta di arrivo con possibilità di scolmo e immissione diretta sul canale Camuzzoni dei liquami di supero in caso di forti piogge;
- centrale di sollevamento, sgrigliatura e desabbiamento;
- linea di addensamento dei liquami e avvio ai tre grossi Sedimentatori coperti e aspirati;
- centrale di pompaggio dell’aria turbo compressa nelle vasche di ossidazione;
- vasche di ossidazione e fermentazione aerobica, in fase di espansione;
- sette vasche circolari di Sedimentazione secondaria;
- linea fanghi con digestori trattamento fanghi per disidratazione.
Sono pressoché mancanti le fasi di affinamento e di sanificazione finale.
Senza arroganza, abbiamo subito fatto presente che, a nostro modesto parere, dubitavamo dell’efficienza per come erano state strutturate le diverse FASI e per come era eseguito il trattamento dell’aria e dei gas nocivi prodotti nei sedimentatori “primari”.
Abbiamo, seduta stante, invitato i tecnici AGSM a meditare se non era il caso di invertire la raccolta dei gas estraendoli dal basso anziché aspirandoli dall’alto (per il diverso peso specifico dell’aria e dei gas inquinanti) e se non ritenevano utile al processo porre in essere un sistema adeguato di iniettori periferici di ossigeno già nel sedimentatori “primari”.
Settembre 2005.
VERIFICHE PRESSO ALTRI IMPIANTI DI DEPURAZIONE.
Di fronte alla lenta e insufficiente risposta delle autorità e dei politici dominanti, il Comitato si è mosso alla ricerca della conoscenza,: ci siamo informati, abbiamo chiesto collaborazione, abbiamo visto e capito.
Due verifiche.
Un impianto tradizionale a Sant’Antonino Ticino in Comune di Lonate Pozzolo - di proprietà del Consorzio Arno, Rile e Tenore, gestito dalla SOGEIVA SPA (Ente gestore di una ventina di impianti) - che riceve i liquami misti prodotti da ventisette di Comuni di tre vallate in provincia di Varese e dell’aeroporto di Malpensa.: capacità operativa adeguata per sopperire alla produzione di 420.000 abitanti equivalenti, pari a circa 100.000 mc di liquami al giorni conferiti.
Modeste emanazioni stanziali di maleodori.
Un impianto moderno a Olgiate Olona, al centro del paese, gestito sempre dalla SOGEIVA, che ha dimostrato come, adottando adeguati dimensionamenti e processi lineari e seriali equilibrati, si sia riusciti a demolire il liquame biologico e industriale senza lasciare il modo e il tempo alla digestione batterica di fermentare anomalamente e, comunque, di immettere in atmosfera gas nocivi e maleodoranti.
In quest’impianto, che è in via di ampliamento, si trattano, in conferimento misto, circa 35.000 (?) mc di liquami al giorno.
Molta parte dell’impianto è al coperto: processi ossidativi, sedimentazione secondaria, filtrazione dei gas, essiccazione dei fanghi.
Alla fine, tre batterie di filtri (Scrubber), ad abbattimento inorganico seriale ( acido cloridrico, idrossido di sodio, acido solforico), agiscono in controcorrente all’aria aspirata, ciascuno dalla capacità di 30.000 mc/ora: Si persegue, cosi, il risultato di neutralizzare ogni effluvio disgustoso.
SUGGERIMENTI
Pur doverosamente lasciando ai tecnici AGSM la ricerca e trovare le migliori soluzioni e il loro dimensionamento, modestamente, raccomandiamo che, senza arrivare alla delocalizzazione dell’impianto, si debba porre mano alle opportune modifiche del ciclo delle fermentazioni; al sistema di estrazione dei gas dai sedimentatori (dal basso e non dall’alto) e di sostituire i bio-filtri(a frasca di legno) con più appropriate batterie di Scrubber.
Pronti per agevolare ogni chiarimento e collaborazione risolutiva.
NOVEMBRE 2005
ASSEMBLEA POPOLARE
indetta dal comitato BEGHELLI - INSIEME PER BORGO ROMA VERONA.
SCUOLA ELEMENTARE “ E. DE AMICIS” VIA TOMBETTA
Oggetto: le lavatrici SCRUBBER ci potranno liberare dai maleodori che ammorbano Borgo Roma e Tombetta
Posso dire di aver compreso quali sono le principali fasi necessarie per fare una buona depurazione; si realizza e come funziona un impianto per lo smaltimento dei liquami fognari.
Ho visitato il depuratore di Basso Acquar, per la verità solo le prime fasi: quella del ricevimento dei liquami, la separazioni dei corpi estranei e il desabbiamento, la sedimentazione “primaria” e le vasche di ossidazione. altro perché la visita si è conclusa difronte ai cupoloni dei sedimentatori.
Parliamone, allora!
questa sera della serie di lamentele dei cittadini residenti nel quartiere di Tombetta e di quelli di Borgo Roma, che si sono ripetute per un lunghissimo periodo,durato oltre venti anni.
Mi è stato chiesto se sapevo cosa fare per limitare il disagio ripetutamente denunciato. delle “puzze”, degli sgradevoli maleodori,mefitici, dei COV che incessantemente investono l'indicatore biologico dei residenti: il naso.
Talora, dicono i residenti che si crei un'atmosfera insopportabile.
Purtroppo, e' una sensazione difficile e problematica da provare, ma che si avverte. ' l'inquinamento olfattivo che si sente in maniera diversa a seconda dell'ora dello stesso giorno, che varia nel tempo: più forte col caldo, inimmaginabile di notte, anche nei giorni meno caldi.
I residenti hanno denunciato sistematicamente il loro disagio: agli Amministratori comunali, agli Enti della salute pubblica e quelli della protezione ambientale,finanche alla Procura della repubblica.
Si tratta di capire se sia possibile fare una valutazione oggettiva, inconfutabile del grado di inquinamento olfattivo generato dal sistema di depurazione.
Se esista, e sia possibile, poi, montare al “Basso Acquar” una centrale operativa per l'abbattimento degli inquinanti organici dell'olfatto, i maleodori prodotti dal sistema di depurazione in atto.
Ho risposto che si poteva fare.
Affermativo!
Dopo tutto quello che ho visto, letto e studiato posso assicurarvi che si potrebbe fare, che si potrebbe fare in fretta, che si potrebbe fare con pochi soldi.
Sembra l'uovo di colombo!
Credo che per alcuni versi lo sia, specie per chi non si è interessato, con profitto, o non abbia voluto dare il giusto peso alle lamentele dei residenti.
Basta mettere in funzione una batteria di “Scubber”, dal tedesco come la ditta che li produce, e si sanificherà l'aria ammorbata dalle “ puzze” di uovo marcio.
Totalmente!
Borgo Roma e Tombetta riconquisteranno la loro qualità ambientale che a loro spetta e gli ambienti abitativi saranno rivalutati.
Tradotto, si tratta della installazione di una rete di serbatoi, di pompe distributrici, di irrigatori in celle di lavaggio dei gas, quelli che contengono le molecole di sostanze maleodoranti. Scrubber sono delle vere e proprie Lavatrici che mettono in moto un ciclo di lavaggio dove i gas, che provengono dai sedimentatori, vi vengono immessi dal basso; le soluzioni acido-alcaline (solforico, cloridrico e idrossido di sodio) aggrediscono gli effluvi in contro corrente; neutralizzano i composti organici volatili e il particolato, quelle particelle delle sostanze puzzolente che sono disperse nell'aria(H2o, CO2).
Facile!
Ma allora perchè tanta difficoltà a risolvere quanto lamentano i cittadini, quelli che subiscono da decenni questa situazione iniqua e insopportabile?
Forse perchè la misura dell'inquinamento e talmente bassa e non e' sufficiente per mettere in campo la legge?
Può essere: infatti, i composti organici inossidati dello zolfo, azoto e carbonio generano micro particelle odorose che si scaricano nell'atmosfera in quantità al di sotto della soglia di pericolosità: molto al di sotto del limite indicativo di 150 microgrammi/m3 d'aria come dice l'OMS ( vedi in appendice soglia olfattiva).
Allora, è per questo che non si installano gli strumenti di rilevamento, di lettura e, quindi, non si fa il monitoraggio degli inquinanti olfattivi?
Non è dato di saperlo!
Certo, cosi viene a mancare la prova oggettiva e concreta che gli inquinanti ci sono e che sarebbe dimostrata la loro presenza e misura.questo fosse possibile i residenti avrebbero ragione oggettiva e dimostrata a lamentarsi.
Ma, forse, ben sapendo che siamo al di sotto della soglia di pericolosità, nessuno si sente in obbligo di fare rilevamenti strumentali: cosi mancano i dati riguardanti la qualità e la quantità degli inquinanti olfattivi; non esistono riferimenti a sicuri parametri posti come limite delle sostanze inquinanti l'olfatto.
L'Arpav, l'Azienda preposta alla protezione dell'ambiente, dovrebbe avere, anzi certamente ha i mezzi di rilevamento dei tipi di inquinamento (idrogeno solforato, dimetilsolfuro, mercaptani, amine, acetaldeide, acidi organici volatili - butirrico ed esanoico - , eccetera) e dovrebbe essere in grado di dimostrare l'esistenza, il tipo e la quantità di qualsivoglia inquinante.
Ma nessuno la obbliga, credo, perchè siamo a legislazione carente!
Pare, anzi è certo, che nulla sia dovuto!
Qualche Regione, la Lombardia, ha dettato delle linee guida, la Sicilia si sta attrezzando, l'ARPAT del Piemonte ha tratto indicazioni quasi definitive, ma niente di più.
I nostri vicini hanno cominciato a intervenire: la Germania in Baviera (il Land) e l'Austria hanno stabilito che non si debba superare il limite prestabilito da loro fissato.
L'Arpav e gli Enti comunali hanno obbligo, mezzi e normative importanti per tenere sotto controllo diverse situazioni inquinanti:
riescono a determinare e tenere sotto controllo l'inquinamento delle acque di falda e superficiali: controllano i parametri che attengono il cod, il bod, i metalli pesanti, i nitriti e cosi via ( vedi appendice).
Riescono a controllare l'inquinamento della terra: parametrano veleni, percolati, metalli pesanti e cosi via.
Riescono a monitorare l'inquinamento dell'aria: parametrano la presenza di CO2, l'ossido d'azoto, i particellati, le polveri sottili PM 10 e PM 2,5 e cosi via; tengono sotto controllo le emissioni inquinanti al variare delle condizioni climatiche e ambientali: vento, pressione atmosferica, concentrazione degli autoveicoli, funzionamento delle fabbriche, riscaldamento degli edifici, eccetera.
Ma, quando si tratta dell'inquinamento olfattivo dell'aria, che esiste, i sistemi di controllo non sono previsti e non esistono. Non esistono o non si fanno funzionare solo perchè la legge non li impone, in quanto l'inquinamento olfattivo prodotto dai depuratori non supera la soglia di pericolosità.
Non è un dovere, ma la rilevazione degli odori non e' impossibile. Anche se non e' semplice.
Da noi, in Basso Acquar, la soglia olfattiva e' talmente bassa che (forse sotto a 0,8 micro grammi / m3 d'aria) che “ non tanget Arpav ”, non tocca la AGSM, ma tocca il naso che lo sente, con ripulsa.
La legge è carente e non esiste la Norma che imponga il controllo pubblico e il monitoraggio aziendale!
Ma, quello prodotto in Basso Acquar e' un inquinamento che si presenta come una pestilenza per l'olfatto e forse nocivo alla salute. L'idrogeno solforato o l'acido solfidrico che dir si voglia, che si avverte anche a concentrazione molto bassa perché odora di uova marce e di gas putrido, è sensibile e lo si sente già al livello di 0,2 micro grammi al m3. la concentrazione a 0,7 - 1,0 microgrammi/m3, si fa irritante e talora asfissiante; in certi momenti ( microgr.7/m3) attacca le mucose e gli occhi.
A concentrazioni più alte, ma sempre sotto la soglia ufficiosa di pericolosità, talora provoca morie di pesci e fa deperire le piante.
Questa sera siamo qui perché vogliamo ottenere attenzione pubblica: il riconoscimento della oggettiva necessità di eliminare il fenomeno.
Finora è stato arduo. Forse perchè gli Amministratori comunali hanno sottovalutata la rilevanza del problema e del suo impatto sociale.
E' grave non dare ascolto concreto ai cittadini che lamentano cose gravi e problemi irrisolti.
Fin qua gli Amministratori si sono stretti nell'attendismo, forse perché si sapevano al riparo della legge, carente in proposito; forse, solo perché non sapevano come risolvere il problema; forse, solamente perchè gli attuali Amministratori pensano che occorra una grande spesa, insostenibile, per un intervento risolutivo.
Il fatto è che le “puzze” esistono e ufficiosamente lo si accetta. E' notorio che l'effetto concretamente esiste.
Ma, non e' mai stato dimostrato!
Questo basta e avanza per il traccheggio, anche se l'inquinamento esiste e ammorba i quartieri.
Ma allora cosa si può dedurre? che qualcuno pensi che i cittadini residenti giochino alla caccia all'odore: Basso Acquar lo nasconde e solo loro, i residenti, lo trovano.
L'inquinamento olfattivo esiste! il problema per i residenti esiste: una alterazione del benessere psicofisico dell'uomo; sgradevoli sensazioni in chi e' costretto a convivere con l'inquinamento olfattivo; i maleodori provocano disagio, molestia e disturbo sensoriale. Per farci capire, è come mettersi a tavola per un brasato di manzo alle uova marce!
E' indiscutibile, l'esistenza di un “flusso inquinante” nel quartiere in questione. Esiste, esiste l'effluvio della fabbrica delle uova marce! ma non si fa niente per dimostrarlo.
Manca la norma di legge che lo imponga!
E, poi, ci si chiede:
perchè l'azienda ha realizzato delle enormi cupole che sovrastano le vasche di sedimentazione primaria?
Perché sono stati posti, agli ingressi dei sedimentatori, dei cartelli avvisatori di pericolo per presenza di idrogeno solforato (H2S)?
Perché e' stato realizzato un sistema di aspirazione al soffitto delle citate vasche, che immette i gas in una condotta fino a una centrale di depurazione a filtro ligneo?
E qui va aperta una parentesi: quando i responsabili dell'impianto del Basso Acquar hanno deciso di coprire i sedimentatori primari e quindi di aspirare i gas inquinanti non hanno calcolato che per il loro peso specifico difficilmente alcuni di questi sarebbero riusciti a salire fino all'altezza degli aspiratori, posti a 4-5 mt da terra, sul colmo delle cupole?
Non hanno calcolato che l'acido solfidrico(48) pesa circa il doppio dell'aria(29)? Che l'H2S avrebbe premuto verso il basso, spandendosi all'esterno e astenendosi dal salire al colmo per la loro estrazione?
Che, quindi, i gas pesanti andavano estratti dal basso e non all'incontrario?
Non e' forse tutto questo una palese dimostrazione che sono state realizzate costose opere a difesa da qualche cosa che aveva a che fare con la puzza?
Verrebbe da chiedersi come mai le Autorità preposte alla protezione ambientale e quelle al controllo della salute non si siano chieste perchè sono state poste queste inusitate difese, ma che alla prova sono risultate mediocri?
Gli amministratori che le hanno fatte, non se ne accorsero, no di certo; attuali non si sono mai accorti della pochezza di tali misure? e se, al contrario, le avessero notate, non si sono chiesti perchè state fatte?
I politici, infine, che di solito hanno naso fine di fronte agli umori della gente, non pensano che sia arrivata l'ora eliminare una verità negativa per la immagine di Verona?
Non dubitano che l'inerzia possa in fondo offuscare la loro personale immagine?
Non pensano i residenti, i cittadini tutti, che sia giunto il tempo di andare al concreto e proporre agli Amministratori uno studio di fattibilità tecnica ed economica per realizzare quanto sia necessario per risolvere il problema?.
Occorre aprire gli occhi e attivare la volontà di agire e rendersi conto che la letteratura:
- ci ricorda che esistono delle tecniche di abbattimento degli odori;
- dice che si possono accertare la composizione del flusso inquinante e la quantità emessa in un tempo prestabilito (portata ), a temperatura e a pressione atmosferica stabiliti;
- ci informa che ci sono sistemi avanzati che operano per la riduzione delle sostanze inquinanti, per il loro recupero e riciclo, per la distruzione dell'inquinante, che e' il caso nostro.
- Dice che i sistemi partono da una serie concatenata di rilevazioni che consistono in:
determinazione delle proprietà chimico fisiche;
dimensione delle particelle;
comportamento chimico degli inquinanti;
acidità o basicità dei gas inquinanti;
soglia dell'odore e gli effetti sulla salute.
E, dopo l'analisi, ovviamente e' possibile fissare il migliore sistema tecnico di abbattimento applicabile per risolvere il problema.
Posso dire che alcuni impianti, anche in Italia, sono già dotati di centrali di abbattimento e hanno installato un processo basato sul gorgogliatore di lavaggio dell'aria inquinata: hanno adottato, in poche parole, il metodo “ Scubber” di cui abbiamo parlato all'inizio di questa chiacchierata.
Un sistema semplice, come l'acqua di fonte: soluzioni acide e/o basiche, a seconda dell'inquinante da abbattere, che si fanno cadere come pioggia di goccioline liquide o di semplice liquido versato su membrane o superfici espanse, poste all'interno di alcune torri di lavaggio, di modesto ingombro, ciascuna specializzata nel trattamento di uno specifico componente.
Gli amici del Comitato Beghelli - Insieme per Borgo Roma, sono gli organizzatori di questo incontro, hanno avuto la possibilità di rendersi conto di persona di tale metodica, constatandone l'efficienza e la indubbia efficacia.
Hanno toccato con mano come sia stato montato, con piccolo ingombro, un sistema che toglie tutto, ma proprio tutto l'inquinamento olfattivo prodotto da un impianto di depurazione in pieno Centro abitato di Olgiate Olona.
Si trattava di tre lavatrici, a forma di cubo, montate in serie, alimentate dal basso dal tubo aspirante che conduceva i gas inquinati, mentre dall'alto usciva l'aria depurata. Tre tubi iniettori collegavano le lavatrici ai serbatoi contenenti ciascuno i liquidi depuranti (acido cloridrico, solforico e idrossido di sodio). Un programmatore, le pompe distributrici e gli iniettori.
Nessuna traccia, assolutamente, di odori malefici nella centrale di abbattimento.
Nei sedimentatori primari (sequenza di ossidazione e denitrificazione - dove l' NH3 viene ossidata a nitriti e nitrati, e con successiva nitrificazione avviene la loro riduzione, da azoto nitrico ad azoto libero - dove, per intenderci, si fabbricano le “uova marce”), non si e' percepito alcun odore, perché i gas venivano aspirati con prese poste a bassa altezza e avviati in condotte per essere trasferiti alle lavatrici Scrubber.
Nessuna lamentela tra i cittadini ascoltati!
Avevamo raccolto anche altre possibilità dimostrative; altre visite a impianti efficienti, ma ci siamo fermati perchè abbiamo avuto nettissima la convinzione che il metodo funzionava e che potrebbe essere adottato, convenientemente, anche da noi in Basso Acquar, in via transitoria, fintanto che non si pensi che sia giunto il tempo di dotare Verona e la sua cinta metropolitana di un depuratore all'altezza dei tempi.
Necessario anche questo perchè, aggiungiamo, le nostre ricerche ci hanno posto altri dubbi:
- come stiamo allo scarico in alveo pubblico delle acque depurate?
- abbiamo la certezza che tutto funzioni al meglio e che il BOD residuo sia sotto il limite di legge?
- siamo sicuri che i residui non metabolizzati delle diverse specie di droghe non finiscano in Adige?
- si e' certi che i liquami provenienti da cliniche, ambulatori medici e ospedali non portino preoccupanti tracce di sostanze radioattive?
Eravamo disposti a fare un viaggio esplorativo a San Giorgio di Nogaro dove è in funzione un moderno impianto consortile per la depurazione delle acque dei Comuni della Basa Friulana, capace di 700.000 abitanti equivalenti.
Disposti ad andare anche a Parigi, nel dipartimento di Colombes, dove e' stata realizzata una “fabbrica” per la depurazione delle acque nere della città, separate dalla rete di acque chiare. Uno dei quattro impianti che depurano i liquami di Parigi. 3.000.000 m3/giorno trasportati dalla rete fognaria che si sviluppa su 2100 km sotterranei, iniziata da Napoleone B.
Un impianto tutto al chiuso, con 100.000 m3/giorno di liquami immessi su grandi torri verticali, che lavora con passaggi dei liquidi da una torre all'altra fino alle batterie finali di recupero energetico: calore dai fanghi essiccati, turbine a vapore per il riscaldamento e per fare funzionare i generatori di corrente elettrica per l'autosufficienza dell'intero impianto.
Tutto in serie e senza le minima traccia di odori.
Se non fosse per gli sgargianti colori delle torri dipinte in rosso e delle condutture in colori vivaci e diversi (rosso, giallo, azzurro) a seconda della funzione assegnata, sembrerebbe di essere difronte a un moderno palazzo di vetro e acciaio.
Pensate, a Parigi ci tengono alla salute e stanno già realizzando un altro impianto di depurazione a Grèsillons ( nord-est di Parigi) per potenziare e mettere in rete le acque residuali degli altri impianti esistenti. Sarà ultramoderno, tutto coperto, ovviamente, inodore; funzionerà a decantazione lamellare fisico-chimica e a successivo trattamento biologico su tre stadi di bio filtrazione.
I fanghi finali produrranno calore e in parte saranno avviati all'agricoltura.
Concludo.
La mia modesta relazione pare cha si possa considerare un suggerimento sulle iniziative da avviare.
ho tracciato la linea principale: installare gli Scrubber.!
Più avanti credo di non dovere andare: la parola ai tecnici capaci e dotati di esperienze industriali, quelli all'altezza della situazione.
Ripeto solo che la soluzione c'è, può essere rapida e a costi più che accettabili.
Occorre la convinzione di doverlo fare, la possibilità tecnica dice si.
Si può fare.!
Dott. Menotti MAINARDI
Appendice.
1 - SOGLIA OLFATTIVA.
L'O.M.S., l'Organizzazione Mondiale per la Sanità prevede dei VALORI DI RIFERIMENTO per gli inquinanti olfattivi.
Per quanto riguarda l'acido solfidrico consiglia di non superare il valore di 150 microgrammi/ m3 di aria libera o in ambiente. L'acido solfidrico, idrogeno solforato, H2S che dir si voglia è caratterizzato da un valore di SOGLIA OLFATTIVA per la quale le Organizzazioni Internazionali pongono il limite di 7 microgrammi/m3 come valore a cui il 100% del campione sottoposto alla prova riconosce distintamente l'odore. Questo potrebbe essere il valore di relazione dell'ambiente di Basso Acquar.
In proposito degli inquinanti dell'aria la normativa italiana è regolamentata dal Decreto Legislativo del 4 agosto 1999, n.351, con il quale l'Italia si adegua alla normativa comunitaria UE.
Questa detta le linee guida al monitoraggio e al risanamento dell'aria dell'ambiente.
Individua le sostanze “inquinanti atmosferici” , stabilisce i diversi valori da rispettare ( valore limite, soglie d'allarme, margini di tolleranza, il valore obiettivo), ma,tuttavia, non decreta i parametri da rispettare per i diversi valori rimandando l'argomento a successivi Decreti del Ministero dell'Ambiente in concerto col Ministro della Sanità.
Concerto che nel 2005, purtroppo, non è ancora esaurito.
2 - B.O.D: RICHIESTA BIOCHIMICA DI OSSIGENO
GENERALITA'BOD: sigla dall'inglese Oxygen Demand(domanda biochimica di ossigeno) indicante la quantità di ossigeno necessaria perché le sostanze organiche di rifiuto non vadano in putrefazione.
Rappresenta una misura del grado d'inquinamento
Il BOD viene ricercato perchè è un parametro necessario per la valutazione del carico inquinante presente, nel nostro caso nelle acque dell' Adige.
COSA INDICA IL SAGGIO DEL BOD
Facendo questa prova possiamo esprimere la quantità di ossigeno necessaria per l'ossidazione biochimica di alcune sostanze contenute nell'acqua. E' simile al processo che avviene naturalmente nei corsi d'acqua o negli impianti di tipo biologico ad opera della flora batterica che utilizza l'ossigeno disciolto per ossidare e depurare le sostanze inquinanti.
ANALISI DEL BOD
E' un saggio che viene effettuato su tre classi di sostanze:
CLASSE A: composti organici che vengono utilizzati dai microrganismi come alimento.
CLASSE B: composti ossidabili dell'azoto, derivati da nitriti, ammoniaca e sostanze organiche azotate, che vengono utilizzate come fonti energetiche da alcuni batteri come i nitrobatteri e i nitrosomonas, che sono batteri nitrificanti.
CLASSE C: sostanze ossidabili solo chimicamente come ferro ferroso, solfuri, solfiti ecc. e che invece possono essere analizzate con il saggio del COD.
Quindi il BOD è la misura della quantità dell'ossigeno consumato in un tempo fissato che è di 5 giorni. Convenzionalmente sono stati stabiliti 5 giorni perchè, finita la prova, potremmo rappresentare circa il 70% della richiesta di ossigeno finale.
3 - COD In chimica, COD è l'acronimo di oxygen demand,ovvero richiesta chimica di ossigeno.
Il suo valore, espresso in milligrammi di ossigeno per litro, rappresenta la quantità di ossigeno necessaria per la completa ossidazione dei composti organici ed inorganici presenti in un campione di acqua. Rappresenta quindi un indice che misura il grado di inquinamento dell'acqua da parte di sostanze ossidabili, principalmente organiche.
La legge italiana consente lo scarico nei sistemi fognari di acqua il cui COD non sia superiore ai 700 mg/L. Le Acque aventi valori superiori, devono essere previamente trattate in modo da rimuoverne gli inquinanti.
La misura del COD viene descritta dal metodo ufficiale IRSA-CNR numero 5130, da cui sono prese le note nei paragrafi seguenti. Sulla base di questo metodo sono stati successivamente messi a punto metodi simili semi-automatici in cui i reattivi vengono predosati in fiale cui va aggiunto il campione da analizzare.
Il metodo si basa sull'ossidazione delle sostanze organiche ed inorganiche, presenti in un campione d'acqua, mediante una soluzione di dicromato di potassio in presenza di acido solforico concentrato e di solfato di argento, come catalizzatore dell'ossidazione. L'eccesso di dicromato viene successivamente titolato con una soluzione a concentrazione nota di solfato di ammonio e ferro (II).
La concentrazione delle sostanze organiche ed inorganiche ossidabili, nelle condizioni del metodo, è proporzionale alla quantità di dicromato di potassio consumato. Lo ione cloruro è considerato un interferente, poiché la sua ossidazione può avvenire solo nelle condizioni del metodo utilizzato per il COD ma non in quelle presenti nelle acque naturali.
Per campioni contenenti fino a 1000 mg/L di Cl, l'interferenza dei cloruri viene praticamente eliminata addizionando al campione solfato di mercurio (II) nel rapporto in peso HgSO:Cl 10:1.
È consigliabile che l'analisi venga fatta al più presto possibile dopo il campionamento. Se il campione non può essere analizzato subito dopo il prelievo, al fine di evitare eventuali perdite conseguenti ad ossidazione biologica delle sostanze organiche, questi deve essere preservato per acidificazione fino a pH 1-2 con acido solforico.
12 dicembre 2005.
Al Presidente del Comitato Beghelli e Insieme per Borgo Roma Giuseppe BASCHIROTTO,
Al coordinatore prof Sergio MANTOVANI.
Oggetto: VISITA ALL'IMPIANTO DI DEPURAZIONE DELL'AGSM IN BASSO ACQUAR' 12 DICEMBRE 2005.
Presenti:
BASCHIROTTO GIUSEPPE,
SERGIO MANTOVANI
MENOTTI MAINARDI
G. COZZOLINO
Giuseppe SALA Direttore impianto
Simone MAGRI Tecnico AGSM.
Si è fatta a tavolino l'analisi dei problemi e la lettura:
dello schema complessivo” il sistema lineare di lavoro” dell'intero impianto,
della portata tecnicamente più efficiente e delle modalità più opportune di ventilazione dei SEDIMENTATORI PRIMARI.
Si è fatta visita al SEDIMENTATORE PRIMARIO, al FILTRO BIOLOGICO; alle VASCHE DI TRATTAMENTO BIOLOGICO, alla Centrale di produzione ed erogazione dell'aria dei TURBO COMPRESSORI che insufflano aria nelle vasche dei BIOLOGICO.
1 - Rispetto alla visita fatta prima dell'estate scorsa si è avuta la sensazione che la noia al naso per inspirazione di H2S ( anidride solfidrica o acido solfidrico) sia risultata meno forte, quasi sopportabile.
Ne abbiamo discusso e abbiamo raccolto che il tempo di permanenza dei reflui nei SEDIMENTATORI PRIMARI sia stato ben ridotto ( tra circa una e due ore).
Significa che alla massa dei fanghi si sia ridotto di circa un ora il tempo di aneorobiosi. Perciò si è ottenuta, conseguentemente, una minore produzione di acido solfidrico: minore puzza per la riduzione del tempo che la massa microbica ( ” pseudomonas” e c.) dedica a sottrarre ossigeno alle molecole solforate ( -SO2, -SO3) e quindi, sostituendo l' idrogeno all'ossigeno, minore produzione di acido solfidrico ( -H2S ). Oppure è stata un'impressione. Allora chi produceva o produce la puzza.?
2 - Dalla visita al BIO FILTRO (lavaggio biologico degli inquinanti olfattivi) abbiamo constatato che la macchina lavora al meglio, ma che non riesce ad eliminare del tutto il contenuto maleodorante contenuti nei COV (Composti organici volatili) che giungono dalle fasi di ricevimento dei liquami e dalla SEDIMENTAZIONE PRIMARIA. Si è notato infatti, alla fine del ciclo, il permanere di un sensibile odore sgradevole.
Ma, dobbiamo dire che la quantità emessa non potrebbe interessare il problema di Tombetta.
3 - Ritornati a ragionare abbiamo suggerito di togliere ogni dubbio promovendo alcuni interventi.
In via cautelativa si è proposto di:
- accorciare ancor più la durata della permanenza dei liquami nel SEDIMENTATORE PRIMARIO e tenersi su stazionamenti di meno di un'ora d'estate e meno di un'ora e mezza d'inverno.
- Invertire il sistema di ventilazione premendo dall'alto e estraendo dal basso i COV
- Sistemare ventilatori programmabili nella portata per renderla automatica a seconda della temperatura interna dei SEDIMENTATORI, impropriamente chiamati PRIMARI.
Sicuramente il ciclo lineare non potrebbe consentire tale velocizzazione se le fasi successive non fossero ridemensionate.
A tale proposito abbiamo notato che si sta realizzando una ulteriore vasca di trattamento biologico ossidativo: forse non a caso!
Alla luce che il fermo eccessivo in anaerobiosi dei primi fanghi ( sedimentazione primaria) produce inevitabilmente la più alta produzione di COV inquinanti l'olfatto ( H2S), sarebbe saggio che si mettesse mano fortemente al ricalcolo dei tempi di permanenza dei liquami nelle diverse fasi - strutture e quindi alla necessaria ridistribuzione delle loro capienze : primario (vero ossidativo), trattamento biologico e sedimentazione secondaria.
Abbiamo fatto notare come l'impianto non possa beneficiare del trattamento finale dei reflui (cioè, ciò che resta di liquido dopo la altre fasi): niente vasche di ossigenazione e filtro finale, niente trattamento UVA od Ozono, niente clorazione e tutto va al Camuzzoni e poi nell'Adige, forse con la compagnia di streptococchi e coliformi.
ARPAV, USL…. a chi tocca!?
Abbiamo anche accertato che le cariche eccessive di liquami prodotte nei momenti di alta piovosità bypassano il depuratore e vanno direttamente nel Camuzzoni e poi……. tratta di un misto acqua piovana e liquami fognari non depurati che per varie ore e talora giorni si riversano negli alvei pubblici!
ARPAV, USL…a chi tocca!?
Alla fine della chiacchierata, abbiamo suggerito di fare investimenti destinati ad accertare metodicamente la qualità dell'aria e la quantità di COV inquinanti l'olfatto presente nell'aria dell'impianto.
La prima proposta suggerisce che l'AGSM dia l'incarico (all'Università di Udine- Laboratorio di olfattometria dinamica?) a organizzare un PROTOCOLLO per un accertamento programmato e automatico di rilevazione continuata dei livelli di H2S con sensori scriventi presenti nell'aria a diverse altezze nei punti:
a) postazione nel SEDIMENTATORE PRIMARIO 0,50, all'altezza di 40/50 cm in mezzo a due finestrelle di presa dell'aria dall'esterno,
b) postazione SEDIMENTATORE PRIMARIO 2,5, all'altezza di 200-250 centimetri dal pavimento del corridoio perimetrale perpendicolare alla postazione a),
c) postazione a diretto contato con la condotta d'immissione dei COV prima dell'ingresso nel FILTRO BIOLOGICO,
d) postazione dopo il FILTRO BIOLOGICO all'uscita dell'aria trattata.
Dai diagrammi si ricaverà la prova di quello che succede nelle diverse ore del giorno e della notte, in un determinato periodo, in un determinato punto dell'impianto.
Crediamo che tale sistematica sarebbe utile soprattutto all'AGSM - depuratore di Basso Acquar, per dimostrare con prove documentate la sua non colpevolezza.
Contestualmente, sarebbe opportuno rivolgere le attenzioni verso altre fonti di produzione di COV con forti tassi d'inquinamento olfattivo.
Eccoci cosi giunti alla seconda proposta.
Il Comune di Verona nomini un gruppo di lavoro formato da tecnici rilevatori di COV inquinanti l'olfatto perché facciano:
- una mappatura delle aziende operanti nell'area di Borgo Roma e che probabilmente producono o scaricano nel Camuzzoni o/ Adige COV inquinanti l'olfatto, comprese le caditoie, tutte, della rete fognaria che interessa la zona;
- una verifica presso le aziende “critiche” con posizionamento di rilevatori sensori scriventi portatili che, una volta per tutte, accertino indiscutibilmente a più ore del giorno e della notte la quantità di H2S emessa.
Siamo convinti che le operazioni, ancor che costose, sarebbero di quelle che taglierebbero la “testa al toro” e indicherebbero con certezza la / le fonti dell'inquinamento olfattivo sensibile.
Dott. Menotti MAINARDI
Caldiero, 13 dicembre 2005
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