Insieme per Borgo Roma - Beghelli

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Testo integrale dell'Esposto

Le nostre cause in corso > ESPOSTO ALLA PROCURA - 31 gennaio 2011

ESPOSTO ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA
PRESSO IL TRIBUNALE DI VERONA

Il sottoscritto
promotore:

- Mantovani Sergio, nato a (
Dati omessi in ottemperanza alla normativa sulla privacy), residente in (Dati omessi in ottemperanza alla normativa sulla privacy) anche in qualità di Consigliere della «Lista Dei Comitati Di Quartiere» nella V Circoscrizione del Comune di Verona e componente del comitato «Insieme per Borgo Roma-Beghelli» (*);
(*) Il comitato «Insieme per Borgo Roma-Beghelli» fin dal 1994 si impegna a tutela del territorio del comune di Verona, in particolare di Verona Sud. Ha posto all'attenzione delle varie Amministrazioni Comunali di Verona, la prioritaria difesa della salute dei cittadini.
ed i sottoscritti
aderenti:

- (104 aderenti -Dati omessi in ottemperanza alla normativa sulla privacy)


ESPONGONO IN SINTESI

1.
La Commissione Europea per l'Ambiente ha dichiarato il Comune di Verona fuori legge per violazione della normativa europea in merito all’inquinamento atmosferico e gli ha negato la proroga richiesta tramite l’Italia (set. 2009). L’Italia è stata deferita in questi giorni alla Corte di Giustizia Europea.
(doc. 1: comunicazione ricorso contro l'Italia alla Corte di Giustizia Europea - 03/12/2010)
La Commissione ha suggerito di adire nel frattempo alla magistratura nazionale.

2. Il sopra richiamato comitato, che da anni e in varie forme svolge insieme con altri comitati un’intensa attività a difesa dell’ambiente, aderisce all’invito della predetta commissione e invia il presente esposto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Verona. Il sottoscritto individua nell’approvazione del progetto del «Nuovo sistema delle tangenziali venete» di Verona, Vicenza e Padova e nella riattivazione e ampliamento dell’inceneritore di bacino nel comune, a Ca’ del Bue le cause di un incombente, eccessivo, ulteriore aumento dell’inquinamento atmosferico, che danneggerà gravemente la salute di una parte cospicua della popolazione veronese.

IN ESTESO

La
Commissione Europea Per l'Ambiente dichiara il Comune di Verona fuori legge, gli nega la proroga richiesta tramite l’Italia, la quale è stata ora deferita all’Alta Corte di Giustizia Europea.

Nel comune di Verona l’inquinamento atmosferico da PM10 e da altri inquinanti è da anni talmente elevato e fuori dai limiti di legge, che il Parlamento Europeo e la Commissione Europea per l'Ambiente, a seguito anche dei
ripetuti reclami del comitato (*), sono più volte intervenuti a partire dal 2005
(doc. 2: Relazione Parlamento Europeo 20042009 - ivi 11.7.2008)

Il
nove febbraio 2009, la predetta Commissione Europea ha informato il comitato (*) “che l’Italia ha notificato alla Commissione un’istanza di deroga che comprende anche le zone di riferimento per la qualità dell’aria cui appartiene la città [Verona] cui si riferisce il suo reclamo. La Commissione ha nove mesi di tempo per condurre a termine una valutazione sul se risultino soddisfatti i requisiti che giustificano una deroga ai sensi dell’art. 22 della Direttiva 2008/50/CE”.
(doc. 3: Lettera della Commissione Europea per l'Ambiente 09-02-2009).

Il
18 maggio 2009 il Comune di Verona ha approvato il progetto di una nuova autostrada denominata «Nuovo sistema delle tangenziali venete» di Verona, Vicenza e Padova
(doc. 4: Approvazione del Comune di Verona del progetto del "Nuovo sistema delle tangenziali venete" - 18.05.09).

La stessa Commissione Europea, forse anche a seguito dell’
ulteriore reclamo del comitato (*) del 25 settembre 2009
(doc. 5: Reclamo alla Commissione europea circa il "Nuovo sistema delle tangenziali venete"- 05.09.2009)
relativo all’approvazione della predetta nuova autostrada delle tangenziali venete, avendo constatato che il Comune di Verona in accordo con la Regione Veneto non riduceva, come richiesto, l’inquinamento atmosferico, ha revocato la proroga richiesta
(doc. 6: Comunicazione Parlamento europeo, 2009-2014 del 22 gennaio 2010, pag. 4).

Uniamo una sintesi intitolata “La Commissione Europea dichiara Verona fuori legge e le nega la proroga” riguardante i recenti rapporti tra il comitato (*) e la predetta Commissione Europea. Questa sintesi è stata redatta da Eugenio Mantovani, socio del comitato (*), ricercatore di diritto internazionale presso la Libera Università di Bruxelles.
(doc. 7: La Commissione europea dichiara Verona fuori legge e le nega la proroga).

Il
4 marzo 2010 la medesima Commissione Europea per l'Ambiente ha protocollato un ulteriore reclamo del comitato (*)
(doc. 8: Reclamo del 20-02-2010 alla Commissione europea per l'ambiente del Comitato "Insieme per Borgo Roma-Beghelli" relativo alla riattivazione e ampliamento dell'inceneritore di Ca' del Bue)
concernente la riattivazione e l’ampliamento dell’inceneritore di Ca' del Bue assegnandogli la procedura EU Pilot. La medesima Commissione il 5 maggio 2010 ha concesso due mesi di tempo al Comune di Verona, tramite lo stato membro Italia, per consentire di adottare finalmente efficaci provvedimenti antinquinamento. La medesima Commissione avvertiva: “Se l’Italia non prende le misure necessarie per conformarsi alla normativa, la Commissione potrà adire la Corte di Giustizia Europea”
(doc. 9: Comunicazione della Commissione Europea in data 07-05-2010). 5

In Italia e in particolare a Verona, non è seguito nessun efficace provvedimento nel senso richiesto. Al contrario, a Verona si è vista una forte accelerazione per la riattivazione e l’ampliamento dell’inceneritore di bacino in ambito comunale, a Ca’ del Bue. Alcuni giorni fa la Commissione Europea ha deferito l’Italia alla Corte di Giustizia (cfr. ancora doc. 1)

E’ d’uopo rilevare come le emissioni inquinanti incidano sulla salute dei cittadini, in particolare dei gruppi cosiddetti “vulnerabili”.
Per i
bambini, il rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità - Ufficio Europeo del 2005 dal titolo”Riesame delle prove”, conclude che “vi sono prove sufficienti per inferire una relazione causale tra l'esposizione all’ambiente inquinanti atmosferici ed effetti negativi sullo sviluppo della funzione polmonare”(**). Persone affette da asma o anziani con malattie croniche dell’apparato respiratorio sono particolarmente vulnerabili a massicci e persistenti processi di combustione (come quello dell’inceneritore) e da inquinamento automobilistico (***).
(**) WHO, European Centre for Environment and Health, Bonn Office, Effects of health pollution on children’s health and development. A Review of the Evidence, 2005, E86575, pp. 191
(***) International Journal of Hygiene and Environmental Health Volume 211, Issues 3-4, 15 July 2008, Pages 326-33

Abbiamo sentito più volte affermare dal
dr. R. Dal Negro, primario pneumopatologo presso l’ospedale di Bussolengo (VR) che l’inquinamento atmosferico è concausa della malattia BPCO (bronco pneumopatia cronica ostruttiva), che a Verona è diventata da anni la terza causa di morte.
Il registro dei tumori della Regione Veneto attestava nell’anno 2002-2003 che Verona aveva una percentuale di tumori superiore alla media europea (****).
(****) Registro tumori anno 2002-2003 pagg. 35/38

Di seguito si espongono i fatti che dimostrano che
l’Amministrazione Comunale di Verona stia incrementando l’inquinamento atmosferico con il conseguente danno alla salute degli abitanti.

Approvazione comunale del progetto «Nuovo sistema delle tangenziali venete» (da Peschiera del Garda a Padova), avvenuta il 18 maggio 2009 (cfr. ancora doc. 4).

Tale nuova autostrada - la terza sul suolo del comune di Verona - che tocca le tre province (Verona, Vicenza e Padova), ma che nel suo percorso di 108 km
attraverserà la zona più densamente abitata, proprio a Verona Sud, è stata progettata e approvata senza alternative alla stessa. Lo afferma lo stesso Comune di Verona tramite il proprio settore Ecologia: “Non ci sono proposte alternative da confrontare”(cfr. ancora doc. 5, pag. 2).

Lo stesso ufficio comunale aggiunge: “
Il traffico aumenterà del 17% nel 2015; del 20% nel 2025, del 30% nel 2035. Il traffico su tale nuova autostrada aumenterà fino ad arrivare nel 2035 alla velocità media di 17 km/ora con prospettive non calcolate sugl’impatti sull’aria e sulla salute” (cfr. ancora doc. 5, pag. 2).

La Giunta regionale del Veneto, ha approvato il «Nuovo sistema delle tangenziali Venete» con
delibera N° 841 del 3 aprile 2007.

Poi, il
18 maggio 2009, il Comune di Verona ha approvato il progetto di tale nuova autostrada (cfr. ancora doc. 4). Essa affiancherà in alcuni tratti la A4, che è una delle due autostrade europee già esistenti sul territorio comunale veronese: il corridoio I (A22) e il corridoio V (A4). Queste ultime due, oggi notoriamente affollate e inquinanti, attraversano il comune di Verona incrociandosi e inquinando particolarmente la parte sud della città.

I progettisti della nuova autostrada tangente appunto all’A4 nel comune di Verona, prevedono l’aumento delle attuali corsie da quattro a sei. Gli stessi progettisti aggiungono:
- “
Riguardo agli effetti sulla salute, limitati agli ossidi di azoto e al PM 10, risulta un totale di 59 decessi e 79 ospedalizzazioni calcolate in più”.
I decessi e le ospedalizzazioni non vengono precisati entro quanto tempo, ma probabilmente si riferiscono al convenzionale periodo di un anno. (cfr. ancora doc. 5, pag. 2). Lo stesso Comune di Verona, che ha approvato questa nuova autostrada, attraverso il suo stesso Settore Ecologia, considera carente da parte dei progettisti la valutazione dei costi sociali e sottostimata la cifra degli effetti sanitari causati dall’inquinamento dell’aria (ospedalizzazioni e decessi.). Esso scrive: “Il costo dei calcoli sociali non viene descritto, ma viene solo riportata una somma complessiva dei costi generati dalla nuova opera, probabilmente sottostimati, alla luce di quanto affermato riguardo agli effetti sanitari dell’inquinamento dell’aria(cfr. ancora doc. 5, pag. 3).

Una ricerca dell’University of Southern California pubblicata su “The Lancet” del 2007 ha documentato i danni alla salute dei ragazzi che vivono entro la distanza di 500 m. dalle strade di grande traffico, come è nella fattispecie l’A4 con l’aggiunta delle adiacenti tangenziali.
Questa ricerca statunitense, attraverso un campione di 3.677
ragazzi dai 10 ai 18 anni, ha dimostrato che gli adolescenti i quali crescono entro i 500 metri dalle strade di grande traffico non possono raggiungere uno sviluppo polmonare completo. Essi sono quindi più esposti degli altri coetanei a future, gravi patologie.
(doc. 10: Gaudermann WJ, Vora H. Effect of esposure to traffic on lung the development from 10 to 18 years of age a cohort study. The Lancet 2007)

E’ sotto gli occhi di tutti che oggi a
Verona Sud, entro la distanza di 500 metri dalla A4 e dalle tangenziali vivono molte migliaia di veronesi. Entro questa fascia si trova perfino il Policlinico di Borgo Roma. Ma quello che sconcerta è che in località Palazzina di Borgo Roma, a soli duecento metri dalle attuali 10 corsie autostradali (autostrada più tangenziali) si trovano le seguenti tre scuole: la materna Angeli Custodi, l’elementare L. Milani, la scuola media di Palazzina.

Tale esigua distanza si ridurrà ulteriormente con la costruzione delle previste ulteriori due corsie sulle tangenziali. Di conseguenza i danni irreversibili alla salute di moltissimi abitanti di
Verona Sud e in particolare di numerosissimi ragazzi saranno ancora più diffusi e più gravi. In merito alla dimensione della fascia di rispetto prospettata dai progettisti, contigua alla nuova autostrada e illustrata dagli stessi con molteplici grafici, il settore Ecologia del Comune di Verona osserva testualmente: “La fascia di 1 km per gli NOx (*****) e 150 m per le PM10 attorno all’asse stradale, all’interno della quale i residenti vengono considerati “esposti” all’inquinamento risulta sottostimata. Dai calcoli NOx e PM10 risultano interessare significativamente Verona Sud e in particolare Borgo Roma, quindi almeno 2 km dall’asse stradale”. “Non si tiene conto della ingente popolazione che lavora e passa buona parte del suo tempo nella zona industriale quasi tutta interessata dalle emissioni dell’opera(cfr. ancora doc. 5, pag. 2 sub 10.6 - 10.7).
(*****) La sigla identifica in modo collettivo gli ossidi di azoto che si producono come inevitabili sottoprodotti durante una combustione che avvenga utilizzando aria (dal camino a legna al motore delle automobili alle centrali termoelettriche). La quantità e la qualità della miscela di NOx dipende dalla sostanza combusta e dalle condizioni in cui la combustione avviene.

L’inceneritore di Ca’del Bue.
Tutti i veronesi sanno della rinnovata, recente decisione dell’Amministrazione Comunale di Verona di riattivare e ampliare l’inceneritore di Ca’ del Bue, ubicato a sud-est del Comune, a poche centinaia di metri dal centro di S. Giovanni Lupatoto, a due passi da San Michele Extra, a circa sei km dal centro storico di Verona, a tre chilometri da Palazzina, a quattro da Borgo Roma, a cinque-sei da Verona Sud.

E’ noto che
l’inceneritore è per definizione un’industria insalubre di classe prima. Esso sarà un inceneritore di bacino, al quale affluiranno per decisione della Regione, pienamente condivisa dal Comune di Verona, i rifiuti non soltanto del Comune, ma dell’intera provincia di Verona. Non solo. A questi si aggiungeranno anche i rifiuti provenienti da Vicenza e probabilmente da altre parti della Regione. ( doc. 11: Lettera del Sindaco Tosi al dr. Nottegar 15 gennaio 2009).

L’inceneritore di Ca' del Bue brucerà almeno, come da bando di gara, 190mila tonnellate di rifiuti annui, ossia circa
600 tonnellate al giorno per 320 giorni all’anno (il bando di gara è visibile sul sito dell’azienda comunale AGSM, che gestisce l’impianto).
Saranno installati due nuovi forni a griglia che
bruceranno rifiuti indifferenziati per un periodo di 25 anni equivalenti alla durata dell’appalto. Ma l’annunciata rimessa in funzione anche dei due forni a letto fluido, dismessi in passato per inefficienza, in aggiunta ai predetti due nuovi forni a griglia consentirà di aumentare la quantità di rifiuti da bruciare fino a oltre mille tonnellate al giorno: ciò è stato ripetutamente e ufficialmente dichiarato dai responsabili diretti dell’azienda comunale AGSM.

In natura nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma. Sicché, se entreranno nei forni 600 o mille tonnellate di rifiuti al giorno,
ogni giorno usciranno 600 o mille tonnellate di sostanze diversamente trasformate e in gran parte inquinanti. Circa un quarto di rifiuti si trasformeranno in ceneri tossiche, da conferire in siti protetti non individuati. I restanti tre quarti usciranno attraverso i filtri nell’atmosfera. Gli esperti indicano in circa duecento i nomi di tali sostanze volatili, molte delle quali sicuramente tossiche e alcune certamente cancerogene: diossine, furani, nano particelle e sostanze gassose inquinanti che nessun filtro, nemmeno il più sofisticato, riuscirà mai a trattenere
(doc. 12: appello del prof. Belpomme, presidente francese dell’ARTAC - Association pour la Recherche Thérapeutique Anti-Cancéreuse - con accluso l’elenco delle più frequenti sostanze emesse dagl’inceneritori redatto dagli studiosi Ray e Stieglitz).

Condanna della scienza.
La letteratura scientifica è concorde nel
condannare gl’inceneritori, equivocamente denominati in Italia termovalorizzatori. Lo si può leggere nei siti specializzati e anche attraverso l’allegata bibliografia.
(doc. 13: Bibliografia a cura di F. Cigala Fulgosi, G. Rasconi, V. Vicentini, L.Pittini, M.Navarra, FE,1172007)

Il raggio di ricaduta sul suolo delle polveri più pesanti degli inceneritori
si estende mediamente per circa 30 km. (dato riportato da “Il Sole 24 ore” del 23.11.2010, pag. 12). Come é noto a tutti, ivi compresi i responsabili della nostra amministrazione comunale e regionale, le condizioni orografiche nel Comune di Verona fanno sì che l’aria sovrastante vi giaccia con scarso ricambio. Se, da una parte, siffatte condizioni rendono il clima di Verona più mite, esse rendono tuttavia il nostro territorio malsano a causa dell’inquinamento atmosferico eccessivo e persistente. Se è vero che ogni tonnellata di emissioni dell’inceneritore contamina circa seimila metri cubi di aria, la combustione quotidiana di mille tonnellate di rifiuti al giorno contaminerà milioni di metri cubi d’aria ogni giorno. Nei 320 giorni di combustione annuale di Ca’ del Bue verranno quindi contaminati molto più di un miliardo e mezzo di metri cubi. dell’aria che sovrasterà Verona e che noi saremo costretti a respirare.
Né si possono ignorare le inevitabili ricadute sul terreno delle nocive sostanze emesse dall’inceneritore e le nefaste conseguenze sui prodotti agroalimentari veronesi e pertanto sull’intera catena alimentare.

Limitatamente agli ossidi di azoto l’
Università di Trento scrive: “Gli impianti di trattamento dei rifiuti urbani tramite termovalorizzazione possono contribuire in modo rilevante alle emissioni di ossidi di azoto. In particolare in prima approssimazione si può stimare che l’impianto di Ca’del Bue previsto, potrebbe virtualmente avere emissioni di NOx di circa 460 t/anno”.
(doc. 14: estratto dall'elaborato tecnico-scientifico 29/03/10 a supporto del piano di azione e risanamento dell’aria)

La
normativa europea 2008/98/CE, artt.1-4-13 prescrive che gli inceneritori debbano salvaguardare al massimo il territorio e la salute dei cittadini. Anche per questo riguardo un grande inceneritore come quello di Ca’ del Bue non può a nostro avviso essere ubicato in mezzo a una popolazione numerosa, a sei km dal centro storico di Verona.
Ciò che è incontestabile è che la combustione quotidiana delle previste mille tonnellate di rifiuti o di un quantitativo minimo di circa 600 tonnellate, previsto dal vincolo contrattuale con la ditta appaltatrice affinché l’impianto di Ca’ del Bue sia remunerativo, determinerà anche un
massiccio incremento dell’effetto serra.

Nell’ipotesi che l’Amministrazione Comunale di Verona attivi l’inceneritore e importi a tal fine da fuori comune anche una sola tonnellata di rifiuti esterni, i veronesi saranno autorizzati ipso facto a chiedere i dovuti risarcimenti. Infatti il Comune deve ridurre l’eccessivo inquinamento atmosferico, non aumentarlo. La difesa della salute dei cittadini dovrebbe essere prioritaria rispetto a qualsiasi altra considerazione economica o politica.

Le amministrazioni di AGSM e del Comune di Verona hanno sempre rifiutato il confronto diretto con i cittadini, che la normativa europea prevede obbligatoriamente (Direttiva 2003/04/CE – D.L. 19.08.2005, 195). Tali confronti sono stati chiesti inutilmente e ufficialmente più volte dai comitati contrari all'inceneritore, sono stati richiesti dagli stessi cittadini in occasione dei tanti incontri pubblici promossi dagli stessi comitati e dai comuni confinanti con Verona.

Mancanza di alternative.
L’Amministrazione del comune di Verona, d’intesa con la Regione Veneto, non ha voluto assolutamente prendere in seria considerazione l’esistenza anche sul territorio veneto, nazionale e internazionale di consolidate e convenienti alternative alla combustione dei rifiuti, di numerosi, qualificati e sempre più numerosi impianti meccanico-biologici. Questi ultimi trattano i rifiuti senza bruciarli, li riciclano e li trasformano in materiali rinnovati, con vantaggi ambientali, economici e sanitari per tutti.
Va sempre più diffondendosi l’opzione “rifiuti zero”, che fin dal 2005 ha visto partire verso tale traguardo un centinaio di città del mondo, tra cui San Francisco.
(doc. 15: Recente lettera del Direttore del Depart of the Environment di San Francisco al Sindaco di Parma). 15

Queste città contano di raggiungere il traguardo di “rifiuti zero” entro i prossimi dieci anni, ossia entro il 2020. Anche l'amministrazione del comune di Sanremo, dopo altri comuni italiani, ha scelto in questi giorni il riciclo integrale dei rifiuti.
Anche la Germania sta abbandonando gli inceneritori. Lo ha confermato lo scorso ottobre il Presidente della “
Commissione Parlamentare Contro Le Ecomafie” on. Gaetano Pecorella.
(doc. 16: Governo italiano - Rassegna stampa)

Le amministrazioni comunali dei comuni limitrofi ovvero S. Martino Buon Albergo, Zevio e soprattutto S. Giovanni Lupatoto, nei quali si attua una
raccolta differenziata che supera il 70% e che, se generalizzata, renderebbe superfluo qualsiasi inceneritore, sono insorte ripetutamente e pubblicamente contro l’inceneritore di Ca’ del Bue.

Conclusione.
La Commissione Europea per l’Ambiente, lo ribadiamo, ha già condannato l’Italia per l’abnorme inquinamento atmosferico e l’ha deferita all’Alta Corte di Giustizia Europea. Su consiglio della medesima Commissione l'esponente promotore, che si riserva di produrre ulteriori documenti, chiede avanza richiesta di indagine sulla base di quanto esposto circa l'ulteriore incremento dell’inquinamento atmosferico a danno della salute degli abitanti di Verona.
Per i suesposti motivi i sottoscritti esponente promotore ed aderenti

CHIEDONO
che la S.V. Ill.ma voglia valutare se nei fatti sovra esposti possano ravvisarsi violazioni della legge penale.
Inoltre sin d'ora si chiede, ai sensi dell'art. 408/2 c.p.p., di essere avvisati in caso di richiesta di archiviazione del procedimento.

Con osservanza.


Verona, 31 gennaio 2011

Segue la firma del prof. Sergio Mantovani e di altri 104 cittadini veronesi.

Si allegano:
1: comunicazione ricorso contro l'Italia alla Corte di Giustizia Europea - 03/12/2010
2: Relazione Parlamento Europeo 20042009 - ivi 11.7.2008;
3: Lettera della Commissione Europea per l'Ambiente 09-02-2009;
4: Approvazione del Comune di Verona del progetto del "Nuovo sistema delle tangenziali venete" - 18.05.09;
5: Reclamo alla Commissione europea circa il "Nuovo sistema delle tangenziali venete"- 05.09.2009;
6: Comunicazione Parlamento europeo, 2009-2014 del 22 gennaio 2010
7: La Commissione europea dichiara Verona fuori legge e le nega la proroga; 17

8: Reclamo del 20-02-2010 alla Commissione europea per l'ambiente del Comitato Insieme per Borgo Roma-Beghelli relativo alla riattivazione e ampliamento dell'inceneritore di Ca' del Bue;
9: Comunicazione della Commissione Europea in data 07-05-2010;
10: Gaudermann WJ, Vora H. Effect of esposure to traffic on lung the development from 10 to 18 years of age a cohort study. The Lancet 2007;
11: Lettera del Sindaco Tosi al dr. Nottegar 15 gennaio 2009;
12: appello del prof. Belpomme, presidente francese dell’ARTAC - Association pour la Recherche Thérapeutique Anti-Cancéreuse - con accluso l’elenco delle più frequenti sostanze emesse dagl’inceneritori redatto dagli studiosi Ray e Stieglitz;
13: Bibliografia a cura di F. Cigala Fulgosi, G. Rasconi, V. Vicentini, L. Pittini, M. Navarra, FE,1172007;
14: estratto dall'elaborato tecnico-scientifico 29/03/10 a supporto del piano di azione e risanamento dell’aria)
15: Recente lettera del Direttore del Depart of the Environment di San Francisco al Sindaco di Parma;
16: Governo italiano - Rassegna stampa.

Per avere l'Esposto in formato .pdf , cliccare qui.

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